Obiettivi

Il grande obiettivo che Percorso Vita si pone è quello di essere accanto a persone povere.Questo obiettivo non ci rende spettatori, ma ci stimola a un impegno sempre maggiore per trovare modi e forme sempre nuove per rispondere alle numerose esigenze e bisogni.

Per questo l’obiettivo primario di essere accanto ai poveri si coniuga con due grandi

 

Sono 3 gli aspetti che vengono valorizzati primariamente all’interno di Percorso Vita:

  • Accoglienza
  • Inserimento lavorativo
  • Spazio per la cittadinanza per una sensibilizzazione, formazione e possibilità di volontariato.

In sintonia con gli obiettivi individuati nell’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, si vuole dare una risposta, certo non esaustiva o risolutiva, ma senza dubbio sulla lunghezza d’onda di quanto individuato nel 2010 dal piano europeo: riconoscimento di diritti, responsabilità condivisa e partecipazione, coesione, impegno e azioni concrete.

L’obiettivo è di realizzare di una sorta di “villaggio della solidarietà” in cui è presente una realtà di accoglienza, una di inserimento lavorativo, e un luogo di formazione per volontari e operatori oltre che di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza.

È un’azione di sistema che coinvolgendo più soggetti, riesce a dare una risposta significativa e organica alle necessità e povertà presenti nel territorio, riuscendo anche ad essere segno di testimonianza di una solidarietà possibile nei confronti dell’altro. Diventa cosi oltre che risposta ai drammi e alle povertà, anche una sorta di “palestra solidale” per la cittadinanza.

Così si crea uno spazio dove vivere, confrontarsi, dove continuare a crescere, ad amare, sognare… la libertà di vivere…

Accoglieremo storie di ragazzi, storie di lunghi viaggi, di un cammino infinito in cerca di futuro, di libertà, di vita… o forse più semplicemente in cerca di un sogno…

La comunità diventa luogo di relazioni semplici e autentiche, dove sperimentarsi, in un clima di fraternità e amore, nell’arte del vivere.

La nostra comunità, come ogni comunità, si costruisce su un’idea, uno stile.. il nostro? È molto semplice: qualcuno si prende cura di me perché io possa prendermi cura di altre persone. Questo è il fondamento semplicissimo e straordinario che sostiene tutte le attività e l’esistenza di “percorso vita onlus”. La comunità è il primo posto dove questo si sperimenta quotidianamente.

 

Riferimenti valoriali

Le nostre storie diverse e il fatto di accogliere persone che provengono da paesi, storie, passati diversi, da religioni e culture differenti ci porta “per natura” ad essere multietnici e aperti.

Abbiamo individuato alcuni riferimenti valoriali su cui costruire il nostro futuro, quei passi che ci permettono di compiere assieme a tanti amici un percorso di vita.

 

1- Centralità della persona

Crediamo che la storia di ogni persona, di ogni provenienza, qualunque sia il suo passato, sia degna di ascolto e rispetto.

Anni di contatto diretto con i poveri in Italia e in tante parti del mondo ci hanno insegnato che la vita merita di essere vissuta bene e ognuno ha diritto di fare dell’esistenza una bella esperienza. Per questo “centralità della persona” non vuole essere uno slogan di moda in questi anni, ma una scelta, consapevoli che richiede energie, fatica e costanza. Centralità della persona si coniuga con l’autodeterminazione del singolo, con libertà anche se nel rispetto della legalità, con il garantire a ogni individuo di essere se stesso.

Considerando che ogni persona è un insieme di razionalità, fisicità, emozioni, spiritualità ecc ecc, l’approccio educativo che stiamo elaborando è olistico, attento alle storie, ai percorsi e alle aspirazioni di ogni persona.

 

2- Circolo virtuoso

Spesso le persone che si trovano in situazione di marginalità o di disagio nel rapportarsi con le istituzioni e/o con coloro che provvedono alle loro necessità vivono un atteggiamento di “tutto è dovuto”. Nel nostro operare da anni accanto alla marginalità crediamo anche che questo aspetto vada accompagnato verso un’evoluzione.

Ogni persona che viene aiutata dalla società a risolvere una situazione di emergenza o emarginazione, riceve delle cure, attenzioni e servizi per il suo bene. Questo risponde indubbiamente a un dovere sociale per la salvaguardia della dignità della persona, così come invitano la maggior parte delle convenzioni che riguardano la tutela dei diritti dell’uomo; dall’altra, però, crediamo anche che una persona che riceve questi servizi possa in qualche maniera “restituire” il bene ricevuto.

Non è la prospettiva assistenzialistica, ma quella solidarietà in cui i singoli devono essere responsabilizzati.

 

3- Azione sistemica sistema integrato

Da sempre crediamo nel lavoro di rete non solo come strada obbligata di fronte alla complessità dei problemi attuali, ma anche e soprattutto, come scelta strategica potenziando il valore aggiunto che nasce dal confronto con più realtà e punti di vista.

Per tale motivo il rapporto con le istituzioni pubbliche non sarà una sorta di modalità subita, ma vedrà un confronto attivo e partecipato tale da creare “insieme” le scelte strategiche più opportune.

L’azione di sistema pensato, prevede un confronto costante e integrato con i servizi sociali del Comune nell’ottica del miglioramento continuo del proprio servizio formativo.

Di fronte alla mutevolezza dei fenomeni, con esperienze di emergenze sociali (come ad esempio lo è stata “l’emergenza Nord Africa”) crediamo sia importante avere un atteggiamento di apertura nei confronti di altri enti e istituzioni per poter rimodulare e ridefinire obiettivi, pensare alla elaborazione e sperimentazione, nella ricerca di soluzioni sempre nuove e significative, integrando sempre più aspetti e competenze diverse. Anche per questo il raccordo con i servizi sociali, con altre agenzie educative e con il privato sociale diventano non solo importanti, ma essenziali.

 

4- Ricerca dell’autonomia delle persone accolte

Resta elemento fondamentale la consapevolezza che il presente progetto sarà per ogni persona accolta una sosta nel cammino della vita. La piena autonomia con la capacità di auto progettarsi e di autodefinire il proprio programma di vita, sarà scopo primario per ogni persona.

L’inserimento lavorativo con tutto ciò che esso comporta e la vita comunitaria scandita da impegni e appuntamenti puntuali, saranno strumenti utili in una prospettiva di autonomia. Le persone acquisteranno così il background ideale per poter autodeterminarsi.