Villaggio solidale

Villaggio SolidaleAbbiamo iniziato dieci anni fa un’avventura accanto ai più poveri.

Unire solidarietà, impegno, fraternità non è mai facile, ma sempre sono state esperienze straordinarie.

Toccare con mano i drammi più pesanti di questa umanità ci ha portato a sacrificare tempo ed energie perché chi si trovava in difficoltà potesse trovare una mano amica.

In questi anni abbiamo avviato progetti in Etiopia, Sudan, Angola e in Italia accanto ai senza fissa dimora e alle donne vittime di tratta. Tutti progetti realizzati che continuano nel tempo e sempre con uno scrupoloso controllo delle voci di spesa per un senso di rispetto dei nostri donatori.

Ora partiamo con un progetto importante in Italia.

Dieci anni per studiare, pensare, maturare, sviluppare un progetto che sia SERIO, TRASPARENTE, COINVOLGENTE.

Proponiamo una casa di accoglienza con inserimento lavorativo per minori stranieri non accompagnati.

Sono ragazzi che arrivano in Italia soli, senza famiglia. Alcuni sono arrivati da Lampedusa con i barconi, altri arrivano per altre strade. Essere soli significa essere vulnerabili, intercettabili dalla microcriminalità. Crediamo che “prevenire sia meglio di curare”. Per questo un’equipe di giovani italiani, con le competenze professionali più svariate (laurea in servizi sociali, scienze politiche, economia, educatori) si prenderanno cura di questi ragazzi per evitare il rischio della emarginazione e della criminalità, per favorire un’integrazione che sia seria. Ci faremo aiutare da persone che per la loro professione sono nel mondo dell’imprenditoria e degli affari, per evitare ogni rischio e per una logica di trasparenza e di autocontrollo che vogliamo darci.

Il progetto che vi presentiamo prevede la realizzazione di una comunità di pronta accoglienza, ma anche laboratori dove apprendere professioni e inserirsi nel mondo del lavoro.

È una sorta di “villaggio della solidarietà” realizzato nella nostra terra per rispondere a un bisogno che spesso non viene visto né affrontato.

Tutto viene realizzato in forte sinergia con la polizia di stato e con i servizi sociali del comune. Un progetto realizzato nella più assoluta trasparenza ed efficienza, dove coloro che ci sosteranno per la realizzazione potranno continuamente verificare e accertare questo progetto innovativo nel territorio nazionale.

Stiamo cercando persone amiche che si uniscano nel sostenere questo progetto, anche con l’esperienza e la competenza maturata in vari anni di attività. Ogni suggerimento, consiglio, ogni presenza di persone che da anni sono nel mondo del lavoro per noi sarà presenza preziosa.

Abbiamo scelto di non cercare contatti con esponenti del mondo della politica e delle istituzioni per sentirci profondamente liberi da ogni “debito”.

Il presente progetto è studiato per essere perfettamente sostenibile.

Il progetto prevede la realizzazione di una sorta di “villaggio della solidarietà” in cui è presente una realtà di accoglienza, una di inserimento lavorativo, e un luogo di formazione per volontari e operatori oltre che di sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza.

È un’azione di sistema che coinvolgendo più soggetti, riesce a dare una risposta significativa e organica alle necessità e povertà presenti nel territorio, riuscendo anche ad essere segno di testimonianza di una solidarietà possibile nei confronti dell’altro. Diventa cosi oltre che risposta ai drammi e alle povertà, anche una sorta di “palestra solidale” per la cittadinanza.

L’organicità e la struttura dell’intero progetto si presta alla replicabilità in altri contesti e per altre problematiche.

Il progetto prevede la realizzazione di una comunità di pronta accoglienza per minori stranieri non accompagnati e la realizzazione di una serie di attività lavorative per gli stessi. Questo permetterà ai minori accolti di trovare un’ambiente di comunità che favorisca la relazione interpersonale e, dopo un periodo di adattamento, la possibilità di un inserimento lavorativo protetto.

Una seconda forma di accoglienza è prevista per le donne vittime di tratta.

Sarà un luogo che prevede un’accoglienza protetta, ma anche un inserimento lavorativo in vista delle piena e totale autonomia delle persone.

Questa sorta di “villaggio solidale” sarà spazio contemporaneamente riservato e aperto. Riservato per garantire la privacy delle persone accolte e di poter avere quella riservatezza che permette un percorso di integrazione e formazione. Ma nello stesso tempo non sarà una sorta di isola ghettizzata. La cittadinanza troverà spazio e accoglienza per usufruire dei servizi e delle attività lavorative, ma anche per occasioni di formazione, svago. Si pensa infatti di realizzare uno spazio di parco/verde pubblico aperto alla cittadinanza.

A gestire tutta questa struttura si prevede una equipe socio-educativa con esperti del settore e due equipe specifiche, l’una per MSNA e l’altra per le vittime di tratta a contatto con le realtà di riferimento. Questa forma di governance permetterà un impianto olistico del progetto in una logica di coordinamento univoco con i servizi sociali territoriali di riferimento. Nello stesso tempo garantirà una struttura efficiente e snella.

“Per farsi carico delle persone e dei loro bisogni si rende necessario, in molti contesti, il coinvolgimento di organizzazioni diverse che cooperino, attraverso la combinazione di differenti capacità e competenze, nella progettazione ed erogazione dei servizi. Si tratta di favorire, in chiave sussidiaria, lo sviluppo di reti di servizi (partecipate da operatori pubblici e privati, profit e non profit) capaci di bilanciare aspetti di competitività e di collaborazione, nella ottica di migliorare efficacia ed efficienza dei servizi” (Libro Bianco sul futuro del modello sociale, Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, maggio 2009).