Accoglienza profughi


Nel corso degli anni le esperienze che hanno portato alla creazione di Percorso Vita onlus, molte volte sono state vissute in Africa. Negli anni i nostri volontari hanno raggiunto Etiopia, Kenya, Sudan, Angola, Uganda, Marocco per lo studio e l’analisi in un primo tempo, e per la realizzazione di progetti, in un secondo momento, volti allo sviluppo di strumenti verso l’autonomia di persone emarginate e di quartieri svantaggiati: realizzazione di scuole in Sudan per i profughi del Sud Sudan e Darfur, mense per anziani e disabili in Angola, allevamento di galline in Etiopia per i lebbrosi, microprogetti di sostegno nelle baraccopoli di Nairobi (Kenya) e delle zone rurali del Karamoja (Uganda).

Questi anni di esperienza hanno portato i volontari allo sviluppo di una sensibilità nei confronti delle persone svantaggiate all’estero, allo studio delle dinamiche migratorie, non solo nella teoria, ma anche nella pratica, in particolare in Sudan, dal quale molti dei profughi provenienti dall’Africa orientale transitano. L’aver visto personalmente i drammi dell’emarginazione, della guerra, della violenza, come pure gli stili di vita, l’originalità delle diverse culture, l’impegno di alcuni Stati nel tentativo di sviluppo socio-economico, ha dato a Percorso Vita competenze e conoscenze per attivare, nel modo più corretto possibile, l’accoglienza di persone provenienti dal Mediterraneo e richiedenti asilo politico.

Questi i nostri riferimenti valoriali nell’accoglienza:

Centralità della persona

Crediamo che la storia di ogni persona, di ogni provenienza, qualunque sia il suo passato, sia degna di ascolto e rispetto. Anni di contatto diretto con i poveri in Italia e in tante parti del mondo ci hanno insegnato che la vita merita di essere vissuta bene e ognuno ha diritto di fare dell’esistenza una bella esperienza. Per questo “centralità della persona” non vuole essere uno slogan di moda in questi anni, ma una scelta, consapevoli che richiede energie, fatica e costanza. Centralità della persona si coniuga con l’autodeterminazione del singolo, con libertà anche se nel rispetto della legalità, con il garantire a ogni individuo di essere se stesso. Centralità della persona significa che le persone, e il loro bene, vengono prima di ogni altro discorso di strategie e metodi. Centralità della persona comporta per la nostra realtà l’affiancare la persona per la sua autodeterminazione ed autonomia, in uno stile di relazione di aiuto.

Circolo virtuoso

Spesso le persone che si trovano in situazione di marginalità o di disagio nel rapportarsi con le istituzioni e/o con coloro che provvedono alle loro necessità vivono un atteggiamento di “tutto è dovuto”. Nel nostro operare da anni accanto alla marginalità crediamo anche che questo aspetto vada accompagnato verso un’evoluzione. Ogni persona che viene aiutata dalla società a risolvere una situazione di emergenza o emarginazione, riceve delle cure, attenzioni e servizi per il suo bene. Questo risponde indubbiamente a un dovere sociale per la salvaguardia della dignità della persona, così come invitano la maggior parte delle convenzioni che riguardano la tutela dei diritti dell’uomo; dall’altra, però, crediamo anche che una persona che riceve questi servizi possa in qualche maniera “restituire” il bene ricevuto. Non è la prospettiva assistenzialistica, ma quella solidarietà in cui i singoli devono essere responsabilizzati. Così essere artefici della propria vita e del proprio futuro implica anche essere responsabili di se stessi e di ciò che si è ricevuto.

Azione sistemica

Da sempre crediamo nel lavoro di rete non solo come strada obbligata di fronte alla complessità dei problemi attuali, ma anche e soprattutto, come scelta strategica potenziando il valore aggiunto che nasce dal confronto con più realtà e punti di vista. Per tale motivo il rapporto con le istituzioni pubbliche non sarà una sorta di modalità subita, ma vedrà un confronto attivo e partecipato tale da creare “insieme” le scelte strategiche più opportune.

L’azione di sistema pensato, prevede un confronto costante e integrato con i colleghi delle altre cooperative, del privato sociale e soprattutto le indicazioni che vengono fornite dalle pubbliche istituzioni (Prefettura e Questura) nell’ottica del miglioramento continuo del proprio servizio formativo.

Cittadini coinvolti

L’accoglienza di profughi sta provocando contestazioni nella cittadinanza, come quotidianamente emerge dai media, per questo motivo è necessario il coinvolgimento territoriale. Percorso Vita onlus quindi intende sviluppare un percorso di  sensibilizzazione e successivo coinvolgimento della popolazione locale. La cittadinanza che verrà coinvolta, inizierà a prendere familiarità con la nuova realtà e con il “diverso” che prima magari vedeva con diffidenza. Le relazioni interpersonali e la reciproca conoscenza che ne deriva sono dinamiche che abbattono diffidenza e forme di razzismo.

Ricerca dell’autonomia delle persone accolte

Resta elemento fondamentale la consapevolezza che il presente progetto sarà per ogni persona accolta una sosta nel cammino della vita. La piena autonomia con la capacità di auto progettarsi e di autodefinire il proprio programma di vita, sarà scopo primario per ogni persona. Il futuro inserimento lavorativo con tutto ciò che esso comporta e l’attuale vita comunitaria scandita da impegni e appuntamenti puntuali, saranno strumenti utili in una prospettiva di autonomia. Le persone acquisteranno così il background ideale per poter autodeterminarsi. Per questo crediamo che un contesto positivo, rimotivante, e costruito insieme con i servizi sociali del territorio possano essere un valido aiuto nel lungo e impegnativo cammino verso l’autonomia.